La Grande Migrazione: il viaggio della vita nel Serengeti

Il più grande spettacolo naturale del mondo.

Una superficie di più di i trentamila chilometri quadrati, tra il nord della Tanzania e il sud del Kenya, è scenario della Grande Migrazione, il più imponente movimento di mammiferi terrestri del pianeta. Oltre un milione e mezzo di gnu, affiancati da centinaia di migliaia di zebre e gazzelle, si mettono in marcia alla ricerca di acqua e di pascoli, sfidando ostacoli e i predatori che popolano la savana.

Le grandi mandrie seguono le piogge, grazie alla capacità di percepire le variazioni di pressione atmosferica e l’umidità dell’aria, instaurando tra le diverse specie un’efficace collaborazione utile alla loro sopravvivenza.

La prima tappa fondamentale del loro lungo viaggio ha luogo nei primi mesi dell’anno nelle pianure meridionali del Serengeti e nell’area di Ndutu. Qui l’erba è ricca di calcio e fosforo, elementi indispensabili per le femmine durante la fase finale della gravidanza e l’allattamento. Nell’arco di qualche settimana si assiste alla nascita di centinaia di migliaia di cuccioli.

Con l’arrivo della stagione secca e il progressivo inaridimento del territorio meridionale, il fronte migratorio risale verso nord-ovest. Gli animali attraversano il fiume Grumeti e si preparano, tra la metà e la fine dell’estate, ad affrontare uno dei momenti più drammatici e iconici dell’intero percorso: il guado del fiume Mara, al confine con la riserva keniota del Masai Mara. È qui che migliaia di esemplari si lanciano nelle acque impetuose e affrontano correnti insidiose, fondali rocciosi e l’agguato dei grandi coccodrilli del Nilo.

Dopo aver stazionato nel nord per il tempo necessario a consumare le ultime risorse vegetali, l’arrivo delle brevi piogge autunnali richiama le mandrie verso sud che ritornano nelle pianure originarie proprio quando la nuova erba comincia a germogliare.

Poter assistere a questo straordinario evento non è scontato: trattandosi di un fenomeno legato all’imprevedibilità delle piogge, le rotte e le tempistiche degli spostamenti possono variare anche di settimane. Chi decide di partire con l’obiettivo di realizzare un reportage fotografico o documentaristico deve quindi armarsi di grande pazienza e, soprattutto, sperare nella fortuna di trovarsi nel posto giusto al momento giusto.

© Nadia Ballini

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