BIOGRAFIA

Nadia Ballini si è laureata in Lingue e Letterature straniere all’Università di Genova con una tesi sui romanzi degli anni Ottanta dello scrittore inglese George Robert Gissing, concepita presso la University of London.

Viaggiatrice e autrice, è specializzata in comunicazione web, d’impresa, di eventi e di crisi.

Dal 2012 si è avvicinata alla fotografia, attraverso corsi e workshop, unendo la passione per i viaggi a quella per la comunicazione attraverso le immagini.

Ha curato i testi di tre libri del fotografo, regista ed esploratore Luca Bracali: “Myanmar. The true essence” del 2015, “Terra: una fragile bellezza” del 2021 e “Over the horizon” del 2025.

Suoi scatti sono stati selezionati da National Geographic Italia, LensCulture e dall’Ente del Turismo delle Azzorre, con il quale ha collaborato, per materiale promozionale sull’arcipelago.

Ha scritto reportage su Laos, Uzbekistan, Myanmar, Lapponia svedese, Azzorre, Etiopia, Namibia, India, Egitto e Bhutan per Latitudes Travel Magazine. Un suo reportage sul Myanmar, completo di foto e di testi, è stato pubblicato da National Geographic Italia.

Grande viaggiatrice, ama scoprire il mondo e avvicinarsi ad altre culture. E’ membro del Travelers’ Century Club, un esclusivo circolo internazionale che riunisce viaggiatori che hanno visitato almeno 100 Paesi e territori distinti nel mondo e che nello slogan “World travel. The passport to peace through understanding” sintetizza la convinzione che viaggiare significhi comprendere culture diverse e creare connessioni tra i popoli.

Oltre le mappe

Ho viaggiato in 102 destinazioni. Un numero che per me non rappresenta una collezione di mete, ma racconta un lungo percorso attraverso quella complessa e sorprendente realtà che è il nostro mondo. 

Un mosaico di volti, storie e meraviglie della natura che, di Paese in Paese, ha contribuito a trasformare il mio modo di osservare ciò che mi circonda. 

Ogni viaggio è un’esperienza straordinaria. È un atto di grande rispetto verso gli ecosistemi, i luoghi e le persone che li abitano, che si realizza avvicinandosi all’ambiente e a culture diverse in punta di piedi, con delicatezza e senza pregiudizi. 

Viaggiando ho compreso che le differenze non sono barriere, ma opportunità di arricchimento personale e che la tolleranza è un valore imprescindibile. 

Ogni luogo che ho visitato mi ha insegnato a mettere in discussione ogni certezza, ad accettare nuove sfide e a comprendere il valore immenso dei tesori umani, artistici e naturali che rendono unico il nostro pianeta e che meritano attenzione, tutela e cura.