Erg Admer: il respiro del deserto algerino

La serata è trascorsa accanto al fuoco, con una cena e un delizioso tè alla menta preparati dai Tuareg, il nostro team per la spedizione nell’affascinante sud algerino, sotto uno dei cieli stellati più incredibili che abbia mai visto. Sopra di noi, la Via Lattea disegnava nel buio un arco così nitido e luminoso da essere perfettamente visibile a occhio nudo.

Per essere già sul posto prima dell’alba, abbiamo passato la notte nelle nostre tende igloo tra le dune, nel cuore dell’Erg Admer, una vasta distesa di sabbia fine che si estende per circa 20 chilometri di larghezza e per quasi 100 di lunghezza.

Quando il cielo ha iniziato a schiarire, siamo saliti con la nostra attrezzatura fotografica sulla duna più alta, cercando un punto da cui dominare il paesaggio. Da qui abbiamo percepito tutta l’immensità del Sahara. Abbiamo posizionato i cavalletti per realizzare un time-lapse e abbiamo atteso, avvolti da un silenzio irreale.

Il fascino di fotografare l’alba è vedere i dettagli dei paesaggi emergere lentamente dalla notte.

Nel deserto la luce e il vento trasformano questo ambiente spettacolare in qualcosa di vivo, in continua evoluzione. Nulla è mai come prima: il vento genera e cancella, spazzando via persino i solchi delle nostre jeep lungo le piste.

I primi raggi del sole hanno acceso le formazioni rocciose lontane con sfumature delicate, quasi velate da una nebbia sottile, mentre le dune conservavano ancora le ombre della notte. Abbiamo osservato il sole compiere lentamente la sua traiettoria, svelando un paesaggio di sconvolgente bellezza: un’immensa distesa di sabbia ondulata punteggiata da formazioni primordiali.

Una sensazione di spazio, di tranquillità e di libertà assoluta difficile da dimenticare.

© Nadia Ballini